Fantuz...il campione italiano alla Brunello Crossing


Stefano Fantuz , campione italiano 2017 di Trail lungo e prossimo concorrente nel Brunello Crossing . È la prima volta che sei in Valdorcia per un trail se non erro ? Sono rimasto molto colpito per come sia stata partecipata lo scorso anno , chi me ne ha parlato si è soffermato sulla bellezza del luogo perciò mi sono iscritto con molto entusiasmo e sono incuriosito relativamente a quanto mi troverò davanti . Come si svolgono i tuoi allenamenti ? Dal 2016 ho un preparatore che mi segue , optiamo per vari cambi nella preparazione ma senza strafare con il chilometraggio , in genere mi alleno per 110/120 chilometri a settimana , nella prima parte della stagione carico di più seppure svolga le sedute in pianura , successivamente puntiamo sulla qualità e generalmente cerchiamo di superare le 4 ore consecutive per gli allenamenti . Come nasce la passione per il Trail ? Amo il contatto con la natura seppure sia nato in pianura , mi trasmette delle sensazioni difficili da descrivere , le distanze che amo maggiormente variano dai 42 ai 60 chilometri però non posso negare che in futuro vorrei puntare a qualcosa di più corposo , la Brunello Crossing di 44 chilometri è un ottimo banco di prova . La vittoria a Campo dei Fiori è stata il coronamento di un gran lavoro vero ? Ho partecipato a quella gara con tanta felicità seppure provenissi da un infortunio e non avevo lunghe distanze sulle gambe , mi sono iscritto a luglio con la speranza di ottenere un bel risultato e ho centrato con molta soddisfazione l’obiettivo . I tuoi punti di “riferimento” sono Pierantoni e Krupicka , ci vuoi parlare di loro per favore ? Il primo lo conosco da tanti anni ed è un amico , quando iniziai con le gare vinceva spesso , mi sento molto vicino a lui , mi ci specchio per l’approccio alle gare , l’altro invece è una persona dal fisico particolare , di lui amo come si pone in gara , spesso sono rimasto stupito dal fatto che corre a petto nudo anche in condizioni atmosferiche estreme . Come mai ami la salita ? Ho fatto sci di fondo e MTB, sono sport molto faticosi , quando ero più piccolo mi sembravano più complicati , poi non so come mi sono innamorato della fatica , più la corsa è dura più mi diverto , è una condizione che adoro . Hai fatto un pensierino sul TDG o sul Passatore o sulla TCV 103 km o sulla 100 miglia di Leadville ? L’ultima che hai citato mi piacerebbe poter partecipare , molti ne parlano con tanto entusiasmo , per il TOR è ancora un po’ presto poiché ho altri progetti , sulla TCV 103Km invece sarei affascinato poiché si svolge qua in Valdorcia però nello stesso periodo ho il mondiale di 85 km , la 100 chilometri del Passatore ha un grandissimo fascino ma l’asfalto non mi piace . Come vedi la crescita del Trail negli ultimi anni ? Quando iniziai 5 anni fa non c’era tutta la gente di oggi alle gare, anche grazie ai marchi e alla spettacolarità dei luoghi il passaggio verso questa disciplina è cresciuto molto . L’unico neo a mio modo di vedere sono le tante manifestazioni che nascono una dietro l’altra che si svolgono in luoghi veramente stupendi e non in tutte è possibile partecipare , serve una scrematura purtroppo . Come è oggi il tuo rapporto con l’alpinismo ? Di inverno o ad agosto talvolta faccio del trekking , niente di impegnativo però è una grande passione che coltivo volentieri per le sensazioni percepite . Come ti nutrirai prima e dopo il Brunello Crossing , so che adori il panino “ludro” , qua si va avanti a pici , bistecche e vino ? Sono un veneto atipico , bevo acqua pero ascolto molto volentieri chi parla di degustazione dei vini e sicuramente un calice di Brunello non lo disdegnerò . Però se permetti un ottimo hamburger di chianina con quel vostro pane strepitoso non me lo perderò assolutamente . A chi dedichi le tue vittorie ? A tutti coloro che mi supportano , ossia la mia famiglia , gli amici , la mia ragazza , il mio allenatore Vittorio detto “Toio” e la mia fisioterapista Francesca , loro sanno bene quanto sacrificio ci sia dietro ogni chilometro . Un particolare ringraziamento ai miei sponsor Scarpa per le calzature ,Karpos per l’abbigliamento di grande qualità e Osprey che mi fornisce gli zaini . Una curiosità finale : perché sei stato soprannominato Clark Kent ? È tutto legato alla pettinatura con la riga a destra e per gli occhiali che indosso , apparentemente sembro un giornalista ma in gara avviene una nemesi .

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