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Roberto Beretta .... quando si dice "Spirito Trail" alla Brunello Crossing

January 26, 2018

 


È la seconda volta che vieni a correre in Valdorcia, la prima fu 2013 al Tcv 103 km dove ottenesti un risultato di tutto rispetto , cosa ricordi di quella giornata ?
Il TCV 103KM è stata la gara nella quale sono arrivato più distrutto al traguardo di tante altre , fui superato dal mio amico Francesco Pompoli , giunsi quarto assoluto in preda ai crampi .
In compenso mi godetti qualcosa di veramente unico , correre in un luogo del genere mi regaló una sensazione di pace assoluta , ci sono successivamente tornato in vacanza due volte , ho soggiornato a Trequanda e ho festeggiato la Pasqua a Montisi.
Mi sono completamente calato nella realtà di questo territorio scoprendo un ambiente magico , respirando l’aria di chi abita lì ho percepito tanto relax , in Valdorcia sembra che il tempo si sia fermato , quelle colline raccontano storia solo guardandole .

Guardando il tuo curriculum c’è un ultratrail al quale sei presente ininterrottamente dal 2009 , è la tua gara preferita ?
Quando iniziai a correre ero molto curioso relativamente alla salita poiché abito in pianura , scoprii una realtà molto affascinante muovendomi in montagna , da lì presi notizie sulla Abbots Way e decisi di partecipare , quasi 10 anni fa si svolgeva in due tappe , non ero preparatissimo, li ho scoperto come si possono superare certi limiti , sono diventato possessore di emozioni indescrivibili e che ogni anno si ripetono quando mi dirigo su quel tracciato .

Hai qualcuno che ti segue nei tuoi allenamenti ?
Ritengo che affidarsi ad un allenatore faccia perdere la componente più importante di questo sport ossia il divertimento , per me significherebbe un qualcosa che si avvicina al lavoro .
Adesso si punta frequentemente ad essere migliori , io sono un romantico del trail , non ho allenatore, ne uso telefoni di ultima generazione , vado a sensazione completamente .
Onestamente della posizione che occuperò in classifica non me ne faccio una ossessione , pensa che a Prealba il 14 gennaio ho fatto gli ultimi chilometri assieme ad un amico con il quale ho tagliato la linea del traguardo a dispetto della posizione in classifica .

Dal 2017 sei nel team Hoka e al tuo primo ultratrail hai riportato un successo , hai iniziato molto bene a quanto pare ?
È vero , ero all’esordio con Hoka , si sono verificate tutte le condizioni ideali , nel Gargano Raid , è un sogno divenuto perché mio figlio Davide di 13 anni era all’arrivo hè il mio primo tifoso e l’ho reso felice con quella vittoria .

Come curi la tua alimentazione e l’aspetto mentale ?
Non ho particolari segreti alimentari , mi appoggio ad una ditta di integratori per la gara , questo amore che possiedo per gli ultratrail mi ha fatto capire tanti aspetti della vita , ossia quando viene a mancare la volontà di andare avanti con il fisico si deve cambiare marcia a livello mentale , ci sono momenti nei quali l’organismo va in crisi e poi repentinamente riparte senza un motivo .

Oltre che gli ultratrail però in passato hai partecipato a varie classiche nel panorama podistico italiano ?
Quando iniziai a correre scoprì un mondo nuovo però avevo sentito parlare di tre gare molto partecipate , ossia il Passatore , la Monza/Resegone che si svolge vicino a casa mia e infine il Trofeo delle Grigne che adesso per vari motivi non viene più organizzato .
La 100 km del Passatore è una gara storica e quando vi partecipai non ero pronto, svolgendosi su asfalto non ero abituato , pensa che la corsi tutta con lo zainetto da trail .
Però la voglia di essere ai nastri di partenza era tanta e non resistetti .

Come ti approccerai al Brunello Crossing ?
Lo correrò assieme al direttore marketing della Hoka Alessio Ranallo e al mio amico Emilio Traina il quale è gestore di ristoranti seguendo il motto “ attendere l’ultimo che arriva “.
La sera prima della gara mangerò come se non ci fosse un domani , durante la gara non disdegnerò alcunché , se ai ristori verrà servito anche pane e salame sarà graditissimo , al di là dell’aspetto sportivo quando ci sono questi presupposti la valorizzazione è sicura .
Il Brunello Crossing si svolge in un territorio dove si mangia e si beve molto bene , quindi è una occcasione irripetibile .

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