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La "Ruspi spiana il Bianco....

September 8, 2017

 

 

L'ospite di oggi  è Caterina Corti , reduce dal UTMB dove si è classificata 3ª italiana assoluta nella categoria femminile .

Come nasce la tua passione per il podismo ? 
La passione per la corsa l'ho sempre avuta anche quando ero una ragazzina , la preferivo a qualsiasi altro sport di squadra fatto , ho intensificato il tutto durante il periodo universitario , in un primo momento mi allenavo da sola poi dal 2012 sono entrata a far parte della squadra podistica del mio paese , L'Avis Foiano e da allora sono una loro tesserata.

Come sei giunta al trail ? 
Ho iniziato con le corse su strada poi ho partecipato alla prima mezza maratona nel marzo del 2012 sul lago Trasimeno con il tempo di 1 ora e 45 minuti circa , poi a novembre del 2013 ho esordito nella maratona gareggiando a Firenze terminandola in 3 ore e 36 minuti .
Nel febbraio del 2013 però ebbi un infortunio da sovrallenamento mentre stavo preparando la maratona di Roma , un problema al piriforme mi rallentò durante uno dei "lunghissimi " , per puro caso provai ad allenarmi in maniera differente così provai con il trail , rimasi piacevolmente stupita ed esordii in questa disciplina nel 2014 alla Ronda Ghibellina dove conclusi la gara dei 27 km . Da lì in avanti ho capito quale fosse la mia vera dimensione , seppur nel 2016 abbia partecipato alla maratona di Roma ( a cui tenevo particolarmente ) terminandola in 3ore e 39 minuti .
Il primo ultratrail a cui ho partecipato è stato quello dell'isola del'Elba sempre nel 2014, dove mi sono classificata 28ª donna assoluta .

Puoi parlarci del tuo staff , hai un allenatore e un fisioterapista ? Quanti allenamenti svolgi durante la settimana ? 
In un primo momento mi seguiva Giovanni Schiavo , poi a causa della distanza ho dovuto cambiare , per un periodo sono stata allenata da Vittorio Polvani , il mio fisioterapista è da sempre Francesco Salvatori di Foiano .
Per quanto riguarda gli allenamenti  relativi all'UTMB e cose mi hanno seguito Cristina Tasselli e Marco Mori del TRM , le tabelle me le fanno loro personalizzate con allegato un piano nutrizionale .
Ho iniziato a seguirli nel 2016 poiché ero bloccata psicologimente e non riuscivo a svolgere quanto volessi , grazie a loro ho ritrovato lo smalto perduto .
Durante la settimana svolgo 5/6 sedute , ma per gare molto lunghe faccio i cd "allenamenti blocco " un mese prima dell'evento . 

All'UTMB hai realizzato un tuo sogno , puoi raccontarci come è andata ? 
Per noi ultrailisti  questa gara rappresenta il top e vi partecipano tutti i campioni della disciplina, ha una risonanza mediatica pazzesca seppur ci siano dei trail più belli .
È stata una esperienza unica , il mio desiderio era quello di giungere alla finish line entro le 40 ore, ci sono riuscita in poco meno di 38 ( 37 ore 55 minuti e pochi secondi ndr) .
Permettimi di ricordare però quell'ultima discesa di 7 km  prima di giungere al traguardo , lì ho azzerato tutti i problemi , i pensieri volavano assieme a tante lacrime versate per la gioia , mi sono lasciata andare alla gioia più sfrenata piangendo .
Erano le 8:25 del mattino quando ho terminato la gara , poi ho ricevuto il celebre giubbino con cui vengono premiati coloro i quali arrivano in fondo , era il mio sogno , da lì in poi ho pensato solo a riposarmi , il mattino successivo ho realizzato di aver compiuto qualcosa di importante poiché ho dormito con addosso quel giubbino e pensando che avevo percorso 170 km con un Delta positivo di 10000 metri .

Quanto ha contato la testa in quelle ore su cui ti sei messa alla prova in condizioni atmosferiche proibitive ?
L'approccio mentale è fondamentale , devi essere conscio dei tuoi limiti , quando ho percorso i primi 80 km erano le 9 del mattino , in quell'istante sapevo che ci sarebbero stati altri 90 km per giungere al traguardo , ho svolto molto training autogeno , un ruolo fondamentale lo hanno svolto coloro i quali ci hanno dato aiuto ai ristori non solo per i viveri ma anche per ragguagliarci delle condizioni meteo , nevicava quindi dovevo indossare pantaloni particolari , avevo i bastoni mentre salivo cercavo di dormire appoggiandomi a essi , tenevo duro .
Due parole le spendo per i volontari che si sacrificano affinché la manifestazione si svolga nel miglior modo possibile , essi hanno un ruolo fondamentale poiché anche i loro incoraggiamenti ai punti di ristoro sono pietre preziose , mi hanno ripetuto tante volte che stavo facendo un buon lavoro e io mi caricavo ulteriormente .
La fatica è stata superata con più gusto grazie a queste splendide persone .

Un pensiero per la 100 km più bella del mondo ossia il Passatore lo hai fatto oppure punti su altri obiettivi come il TOR ? 
Ho pensato ad entrambi : per la mia impostazione menatale mi vedo più adatta per gli ultratrail seppur alcuni dicano che sia più adatta per le corse su strada .
In tutta onestà credo che debba essere fatta una scelta , resta però il fascino della 100 km del Passatore poiché si svolge in un paesaggio incantevole così come la 103 km della Valdorcia alla quale ho partecipato nel 2016. 

32 lunghe distanze in trail , 5 maratone su strada da quando hai iniziato più altre gare e un soprannome che è tutto un programma , infatti ti hanno soprannominato RUSPI , come nasce questo appellativo ? 
Nel 2015 ero a cena con i miei amici di squadra dell'Avis Foiano , una persona paragonò il mio modo di affrontare le gare come una ruspa che asfalta le salite , le risate si sprecarono , poi l'amica Simona Giovagnola mi apostrofò RUSPINA , da lì si trasformò in RUSPI e mi fregiai di questo soprannome poiché ancora non ne avevo uno, ho addirittura un tatuaggio con scritto RUSPI , inoltre alcuni miei amici mi hanno regalato sia una ruspa giocatolo piccola sia quella della Lego e ogni volta che li guardo penso a quanta tenacia serva per affrontare le gare.

Prima dei saluti un pensiero per i tuoi compagni di squadra dell'Avis Foiano puoi regalarcelo ? 
Sono persone semplici , come loro apprezzano quello che faccio io voglio a loro molto bene , abbiamo obiettivi diversi nelle gare ma gli incoraggiamenti non mancano mai .
Nel nostro gruppo ci sono sempre tanti sorrisi e questo lo considero l'elemento fondamentale per noi podisti .

Nb : Caterina Corti ha partecipato al TCV 53 km classificandosi 7ª donna assoluta nel 2015 , l'anno successivo si è cimentata invece nella 103 km giungendo di nuovo al 7º posto nella classifica femminile , alla LUT del 2017 è giunta 36ª nella classifica femminile , alla UTMB del 2017 infine è giunta come 3ª italiana e 41ª donna assoluta .
Una RUSPI in piena regola . 

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